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MONA TOUGAARD: THE QUIET STORM EVERY CREATIVE DIRECTOR WANTS

Mona Tougaard è la quiet storm che ogni creative director vuole in questo momento. Discreta, quasi silenziosa fuori dalla passerella, devastante quando entra in scena. Niente scandali, niente tormentoni TikTok, solo lavoro impeccabile.

In un’industria ossessionata dal rumore, Mona ha vinto facendo l’opposto.

Mona Tougaard: la quiet storm che ha conquistato Prada e Loewe

Danese di Aarhus, classe 2002, origini somale, turche e danesi, Mona Tougaard non è arrivata urlando. È esplosa nel 2019 con Prada, scelta personalmente da Miuccia per l’esclusiva mondiale. Da lì, domino.

Mona Tougaard ha sfilato per Chanel, Louis Vuitton, Versace, Saint Laurent, Ferragamo e Bottega Veneta. Ma il suo legame più forte è con due case: Prada e Loewe. Jonathan Anderson l’ha resa musa assoluta di Loewe, per la sua capacità di trasformare un abito scultura in qualcosa di umano.

Non è una modella Instagram. È una modella dei direttori creativi.

Perché ogni creative director vuole Mona Tougaard

Il motivo è semplice: lei non ruba la scena al vestito, lo eleva.

Ha un volto che cambia. Può essere aliena e aristocratica in una campagna Prada, poi calda e vulnerabile in un beauty shot. Ha zigomi taglienti, occhi profondi, un portamento da danzatrice classica. In casting, la chiamano “la tela intelligente”.

E poi c’è il silenzio. Mentre altre costruiscono un personaggio, Mona Tougaard arriva, lavora, lascia il segno e sparisce. Niente drama in backstage, puntualissima, professionale al millimetro. Per un creative director sotto pressione durante la fashion week, è oro.

Mona Tougaard è la quiet storm perché non ha bisogno di parlare per farsi sentire.

Stile discreto, impatto globale: il segreto di Mona Tougaard

Mona Tougaard quiet storm non è una tendenza, è una correzione di rotta. Dopo anni di influencer-modelle, le grandi maison stanno tornando alle modelle-modello: ragazze che sanno sfilare, posare, interpretare.

Lei è la prova che puoi essere potentissima restando riservata. Ogni creative director la vuole perché rappresenta esattamente ciò che la moda vuole essere adesso: meno chiasso, più sostanza.

E in un mondo che urla, chi sussurra si sente di più.

La consacrazione della modella danese è avvenuta lontano dai riflettori social. Mentre molte coetanee puntavano su TikTok, lei ha scelto lo studio, la passerella e il set. Il suo agente di Women Management racconta che arriva sempre 30 minuti prima del call time, senza entourage. Questo atteggiamento ha conquistato Phoebe Philo, che l’ha voluta per il debutto del suo brand nel 2023.

La versatilità è il suo punto di forza: in una stessa giornata può girare una campagna beauty iper-naturale e poi trasformarsi in una figura scultorea per Loewe. I casting director la chiamano “the silent closer”, quella che chiude lo show quando vuoi lasciare il pubblico senza fiato. Nel 2025 ha chiuso Chanel, Valentino e Prada, un triplo colpo che non si vedeva dai tempi di Gisele. Eppure, intervistata da Vogue Scandinavia, dice solo:

“Voglio solo fare bene il mio lavoro”. Proprio per questo ogni creative director la vuole: è affidabile, magnetica e mai sopra le righe.

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