Napoli America’s Cup è la notizia che la città aspettava da 2.500 anni.
Fondata dai Greci come Partenope, cresciuta con Roma, capitale di regni, bombardata e risorta, Napoli è pronta a volare davvero. Nel 2027 ospiterà la 38ª America’s Cup, la regata più antica e prestigiosa del mondo.
L’annuncio ufficiale è arrivato ad aprile 2025: accordo tra Team New Zealand, Royal Yacht Squadron e Governo Italiano. Per la prima volta l’America’s Cup sbarca in Italia, e lo fa nel Golfo più scenografico del pianeta.
Napoli America’s Cup: 2.500 anni di storia pronti a volare
Napoli America’s Cup non è solo sport. È il simbolo di una città che ha sempre guardato il mare.
Dalla Sirena Partenope al Maschio Angioino, dal lungomare di Via Caracciolo ai Quartieri Spagnoli, Napoli ha 2.500 anni di stratificazioni. Greci, Romani, Normanni, Spagnoli, Borboni. Ogni dominazione ha lasciato un segno.
Ora quella storia si apre al futuro. Le barche volanti AC75, che sfiorano i 100 km/h sollevate sull’acqua dai foil, correranno davanti a Castel dell’Ovo e Posillipo. Un contrasto perfetto: antichissimo e avveniristico.
Perché Napoli è stata scelta per l’America’s Cup 2027
Il Golfo di Napoli è considerato dagli esperti uno dei campi di regata più tecnici al mondo. Vento termico, brezze capricciose, correnti. Perfetto per mettere alla prova i migliori velisti.
Tre motivi hanno convinto gli organizzatori.
Primo, le condizioni meteo. Tra maggio e luglio il Golfo offre vento stabile tra i 10 e i 18 nodi, ideale per gli AC75.
Secondo, l’arena naturale. Dalla collina di Posillipo e da Via Caracciolo tutto il pubblico potrà vedere la regata gratis, senza biglietto. Come uno stadio naturale da 300.000 persone.
Terzo, la città. Napoli ha già ospitato con successo le World Series nel 2012 e 2013, con oltre un milione di spettatori.
Napoli America’s Cup: cosa cambia per la città
Napoli America’s Cup porterà un impatto economico stimato in oltre 1,2 miliardi. Non solo turismo.
Bagnoli sarà il cuore logistico. L’ex area industriale dell’Italsider, da 30 anni in attesa di bonifica, diventerà base dei team. Un’operazione di rigenerazione urbana attesa da decenni.
Previsti nuovi moli, riqualificazione del waterfront di San Giovanni, collegamenti veloci tra aeroporto e porto.
E poi c’è l’orgoglio. Napoli, spesso raccontata solo per i suoi problemi, diventa capitale mondiale della vela. La città che per 2.500 anni ha accolto popoli ora accoglie il mondo.
5 segreti esclusivi di Napoli che faranno volare l’America’s Cup
Il progetto Bagnoli per Napoli America’s Cup non è solo un villaggio regate. È la riqualificazione più attesa degli ultimi 30 anni. L’area dell’ex Italsider ospiterà le basi dei 6 team, officine hi-tech, simulatori e aree hospitality. Il Comune ha già stanziato 400 milioni per bonifica, nuovi moli e collegamento veloce con Capodichino. Per chi vive tra Napoli e i territori circostanti sarà lavoro, turismo e una nuova vista mare finalmente liberata.
Focus:
- Il vento del Vesuvio. Al pomeriggio la brezza termica scende dal vulcano e crea un corridoio perfetto nel Golfo.
- Le Sirene. La leggenda di Partenope tornerà in tutte le grafiche ufficiali.
- La pizza dei team. Già nel 2012 i velisti neozelandesi chiesero la pizza a colazione a Mergellina.
- Il tufo. Le basi dei team saranno costruite sul tufo giallo napoletano, lo stesso dei cunicoli greci.
- Il volo. Per la prima volta le AC75 voleranno con il Vesuvio sullo sfondo. L’immagine è già iconica.
Napoli ha 2.500 anni di storia, ma non è mai stata così pronta a volare.
L’America’s Cup 2027 non è un arrivo, è un nuovo inizio. Prenota ora il tuo posto a Bagnoli.






