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Doveva essere soltanto una collaborazione tra lusso e pop culture. È diventata invece una vera ossessione globale. La nuova collezione Audemars Piguet x Swatch Royal Pop, lanciata ufficialmente a maggio 2026, ha provocato code chilometriche davanti agli store, risse tra clienti, chiusure temporanee di negozi e un boom immediato nel mercato del collezionismo. In poche ore il drop si è trasformato in uno degli eventi più discussi dell’anno nel mondo fashion e luxury.

La collaborazione unisce l’estetica iconica del celebre Royal Oak di Audemars Piguet con il linguaggio pop e accessibile di Swatch. Il risultato? Una serie di orologi coloratissimi in bioceramica che reinterpretano l’inconfondibile lunetta ottagonale della maison svizzera in chiave contemporanea e street-style. La sorpresa più grande è stata però il formato: non un classico orologio da polso, ma una collezione di pocket watch dal design rétro-futuristico.

Tra i modelli più ricercati della collezione figurano:

Royal Pop Lan Ba

1978,24 ۥDesign esclusivo con tag Royal Pop, ideale per collezionisti.

Royal Pop Otto Rosso

1099,00 ۥEdizione da collezione Otto Rosso, perfetta per appassionati.

Royal Pop Ocho Negro

1299,00 ۥSwatch x AP, un modello distintivo per collezionisti di orologi.

Royal Pop Orenji Hachi

1499,00 ۥOrenji Hachi con valutazione massima, stile unico e raffinato.

Il prezzo ufficiale di lancio oscillava tra i 385 e i 420 euro circa, una cifra considerata “accessibile” rispetto agli standard Audemars Piguet, dove un Royal Oak tradizionale supera facilmente i 20.000 euro.

Ma proprio questo mix tra lusso e accessibilità ha alimentato il caos. A Milano, Roma, Londra, New York e Dubai migliaia di persone hanno passato la notte fuori dai negozi Swatch nella speranza di acquistare uno dei modelli. In alcuni casi sono intervenute sicurezza privata e polizia per gestire le tensioni create dall’enorme afflusso di clienti e reseller.

A Milano le immagini delle file davanti agli store di corso Vittorio Emanuele e piazza Gae Aulenti sono diventate immediatamente virali: tende da campeggio, sedie pieghevoli e persone in attesa da oltre 48 ore hanno trasformato il lancio dell’orologio in un fenomeno sociale.

Il boom del collezionismo

Come già accaduto con le precedenti collaborazioni Swatch, il mercato resale è esploso nel giro di poche ore. Modelli venduti a meno di 400 euro sono comparsi online su StockX, eBay e piattaforme specializzate a cifre superiori ai 2.000 euro. Alcuni set completi della collezione Royal Pop hanno addirittura superato i 20.000 euro sul mercato secondario.

Tra i pezzi più quotati online:

Modello

Prezzo resale indicativo

Royal Pop Savonnette Lan Ba

oltre 2.300 €

Royal Pop Black White

quasi 3.000 €

Royal Pop Blaue Acht

circa 860 €

Royal Pop Huit Blanc

oltre 1.100 €

Secondo molti esperti del settore, il successo della collezione dimostra come il collezionismo di orologi stia assumendo dinamiche sempre più simili a quelle delle sneaker e dello streetwear: drop limitati, hype social, reseller e community online capaci di generare valore immediato.

Le collaborazioni Swatch che hanno cambiato il mercato

La Royal Pop Collection rappresenta soltanto l’ultimo capitolo della strategia Swatch di collaborazione con grandi marchi del lusso. Negli ultimi anni l’azienda svizzera ha rivoluzionato il mercato grazie a partnership diventate fenomeni globali.

La più celebre resta sicuramente la collaborazione con Omega e la collezione MoonSwatch del 2022, capace di riportare migliaia di giovani verso il mondo dell’orologeria. Successivamente sono arrivate collaborazioni artistiche, capsule collection dedicate alla cultura pop e partnership con Blancpain, che hanno consolidato il modello “luxury accessible”.

Con Audemars Piguet, però, Swatch sembra aver superato ogni precedente livello di hype. Persino il mondo dell’alta orologeria tradizionale — storicamente distante dalla logica delle collaborazioni pop — sta osservando con attenzione il fenomeno Royal Pop.

E mentre online continuano le discussioni tra collezionisti, fan e critici del progetto, una cosa appare chiara: nel 2026 un semplice orologio è riuscito a trasformarsi in uno degli oggetti culturali più desiderati dell’anno.

Foto: Swatch x Audemars Piguet – Ufficio Stampa

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