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La moda sceglie l’architettura, riscrive gli anni ’80 e mette in mezzo la gamba

di Chiara Verdi — inviata alla Milano Fashion Week

MILANO — Non è una primavera timida. Dopo tre stagioni di beige rassicurante e di “quiet luxury” sussurrato, la moda per la Primavera/Estate 2026 ha deciso di alzare il volume. Letteralmente. Sulle passerelle di Milano, Parigi e Copenaghen, che hanno chiuso i battenti la scorsa settimana, sono tornate tre parole che sembravano archiviate: struttura, eccesso, colore.

1. La silhouette diventa architettura

Dimenticate il morbido che scivola. La nuova figura femminile — e sempre più anche quella maschile — è disegnata come un edificio. Spalle nette, quasi squadrate, vita segnata da cinture-corsetto rigide, fianchi che si aprono in peplum a cono. Da Prada a Loewe, da Ferragamo a The Row, il corpo non è più avvolto, è costruito.

Jonathan Anderson l’ha chiamata “sartoria scultorea”: giacche con impunture a vista che ricordano le nervature del cemento armato, abiti a trapezio che stanno in piedi da soli. Il trucco è non irrigidire: i tessuti sono tecnici ma leggeri — popeline di cotone trattato, organza di seta, mikado stretch — così il volume resta, ma non pesa.

2. Anni ’80, ma senza nostalgia

Non è revival, è revisione. Gli stilisti hanno ripreso il lessico degli anni ’80 — spalline, vita altissima, maniche a palloncino — e l’hanno filtrato con l’occhio minimalista di oggi.

Da Saint Laurent, Anthony Vaccarello propone blazer oversize portati a pelle, con pantaloni a sigaretta lucidi. Da Versace, Donatella ammorbidisce la power shoulder con scollature a cuore. Da Sportmax, le gonne a tulipano tornano, ma tagliate al laser e senza balze.

Il risultato è meno “Dynasty”, più “ufficio creativo nel 2026”: autorità senza aggressività.

3. Il ritorno del pantalone barrel

Il vero oggetto di culto della stagione è lui: il pantalone “barrel”, a botte. Cavallo basso, coscia arrotondata, caviglia stretta. Lo avevamo visto timidamente nel 2023, ora è ovunque.

Perché funziona? Allunga la gamba, bilancia le spalle importanti e, soprattutto, cammina bene. Lo propone COS in denim stone-washed, lo fa Alaïa in pelle burro, lo declina Louis Vuitton in versione cargo con tasconi laterali. Da portare con ballerine a punta — tornate prepotentemente — o con sabot di legno per spezzare il rigore.

Consiglio di redazione: se avete fianchi generosi, scegliete la versione a vita media e tessuto fluido; se siete minute, la caviglia scoperta è obbligatoria.

La palette: tre colori che comandano

Pantone ha già messo il timbro. Per la SS 2026 il bianco di riferimento non è ottico, è Cloud Dancer: un avorio caldo, quasi crema, che la casa americana descrive come “il colore della luce alle 7 del mattino”. È la base su cui costruire tutto.

Sopra, due accensioni:

  • Rosso Lava: un rosso aranciato, saturo, che vibra. L’abbiamo visto nel tailleur monocromo di Valentino e nell’abito a colonna di Ferragamo. Non è un rosso sexy, è un rosso segnale.

  • Arancione Tangerine: più solare, quasi edible. Stella McCartney lo usa per i completi in lino, Jacquemus per i mini dress a palloncino. Sta benissimo su pelli olivastre, ma sorprende anche sulle carnagioni chiarissime se abbinato al Cloud Dancer.

La regola non scritta delle stylist: mai più di due colori pieni nello stesso look. Cloud Dancer + Rosso Lava per il giorno, Cloud Dancer + Tangerine per la sera. Il nero? Solo negli accessori.

Come si porta, davvero

A vedere le sfilate sembra tutto da museo. In strada, a Brera e a Le Marais, le ragazze lo stanno già traducendo:

  • blazer architettonico bianco Cloud Dancer + barrel jeans + sandalo rosso lava;

  • top a palloncino arancione + pantalone nero a sigaretta (per smorzare);

  • total look avorio con una borsa micro in vernice tangerine.

Il commento più sentito all’uscita da Prada è stato di un buyer giapponese: “Finalmente qualcosa che si nota senza urlare”.

Forse è questo il vero trend della Primavera/Estate 2026: volumi che disegnano, non che nascondono. Colori che accendono, non che stancano. E pantaloni che, per una volta, fanno sembrare le gambe più interessanti delle scarpe.

Foto: Rendering AI

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